Vendi su un tuo sito o sui marketplace. Il fatturato corre, ma nel commercio il margine è sottile e il coefficiente al 40% nasconde una trappola per chi rivende con poco ricarico.
Prendiamo un venditore online che apre la P.IVA nel 2026 e incassa 60.000 € in un anno pieno, con l'imposta al 5% dei primi 5 anni. Il conto, voce per voce.
Con l'ATECO 2025 non esiste più un codice unico per chi vende online. Il vecchio 47.91.10 è stato soppresso, oggi si sceglie il codice del prodotto che vendi (abbigliamento, elettronica, alimentari…), e chi vende categorie diverse tiene i ricavi separati per codice. Per lo Stato conta come reddito il 40% di quello che incassi, a prescindere dalle spese vere. In forfettario non scarichi niente, il coefficiente è l'unico sconto che esiste.
I contributi vanno alla INPS commercianti. Ha contributi fissi (circa 4.600€ l'anno pieni) che si pagano anche a vendite zero. Nell'esempio è già contato lo sconto del 35% riservato ai forfettari, che va richiesto all'INPS.
Il coefficiente al 40% sembra un regalo, per lo Stato solo 40€ su 100€ incassati sono reddito. Ma se rivendi merce con margini bassi, il 40% degli incassi può essere più del tuo guadagno vero, e in quel caso paghi tasse su soldi che non hai mai guadagnato. Il forfettario per l'e-commerce va scelto col margine in mano, non col fatturato.
Il primo anno sembra tutto facile. Poi a giugno 2027 paghi le tasse di tutto il 2026 più l'anticipo su quelle del 2027, in un colpo solo. Chi lo sa prima mette via 403 € al mese e non ha sorprese. Chi non lo sa ci sbatte contro.
Con 60.000 € di incassi l'anno, circa 4833 € tra INPS e imposta, il 8% degli incassi. Attenzione, il conto è sugli incassi, non sul margine.
Sì, ed è il punto debole del forfettario per l'e-commerce. Il limite è sugli incassi lordi, non sul guadagno. Con margini al 20-30%, a 85.000€ di vendite corrispondono 17-25 mila euro di margine vero.
No. Nel forfettario la merce non si scarica, c'è solo lo sconto forfettario del 60% dato dal coefficiente. Se il tuo ricarico è basso, il regime ordinario può convenire parecchio.
Da commerciante paghi circa 4.600€ l'anno di fissi (2.995€ con lo sconto del 35%), anche a vendite zero, più una quota sopra i 18.808€ di reddito. Nell'esempio di questa pagina l'INPS totale è 3824 €.
Stiamo costruendo l'app che su ogni incasso ti dice subito quanto è tuo e quanto va messo da parte, e ti avvisa delle scadenze settimane prima, con la cifra già pronta.
Questa è una stima informativa a scopo educativo, non una consulenza fiscale, e non sostituisce il tuo commercialista. Ipotesi usate — apertura a inizio 2026, prima attività con imposta al 5%, incassi costanti, acconti col metodo storico, sconto INPS del 35% richiesto e concesso, nessun altro reddito. Numeri da Circolari INPS 8 e 14 del 2026 e regole in vigore per il 2026, verificati a mano. La situazione di ognuno ha dettagli che una pagina non può conoscere. Torna al calcolatore.